Tra le difficoltà dei neo genitori non è raro veder emergere una nuova ma spesso silenziosa paura: “tornerò mai a viaggiare come prima?”. Diciamoci la verità, se durante la gravidanza fantastichiamo su meravigliosi viaggi a tre e probabilmente iniziamo già a programmare viaggi, dopo la nascita potrebbe succedere una cosa inaspettata: niente è più come prima.

La paura di non viaggiare piu’

Nottate insonni, bambini che sembrano ingestibili, pappe che volano in giro per la casa, cambi pannolino nei momenti meno opportuni (ma lo fanno apposta?). E mentre continui a organizzare con fatica il tuo tanto sognato viaggio cominci a pensare: ma cosa metto in valigia? E se si ammala? Se piange durante tutto il volo, cosa dirò agli altri passeggeri?

E ti senti così stanca che vorresti solo scappare in un monastero tibetano e passare una settimana nel silenzio più totale. Per non parlare del senso di frustrazione e paura di non poter più tornare a viaggiare come prima.

Ma ti svelo un segreto. Ricominciare a viaggiare dopo la nascita dei bambini è più facile di quanto pensi. E con un po’ di organizzazione (e tanta pazienza) tornerai a viaggiare come prima, anzi meglio di prima!

Perché vedere il mondo attraverso gli occhi curiosi dei piccoli non ha prezzo e avere il privilegio di poter insegnare ai bambini a scoprire nuove culture aprendoli al mondo è un compito importante ed estremamente gratificante.

Sei ancora scettico? Leggi l’articolo su come ricominciare a viaggiare con i bambini!

Ascolta tutti, ma segui il tuo istinto

Se sei un genitore sai già di cosa sto parlando. Consigli non richiesti, critiche gratuite e opinioni non richieste. Quando decidi di ricominciare a viaggiare con i bambini molte persone intorno a te si auto eleggeranno paladini della sicurezza del bambino e cercheranno di farti cambiare idea. Molti probabilmente ti diranno che è troppo presto, che è stressante per il bambino e per voi, che è pericoloso e – la cosa per me più fastidiosa – che non si ricorderà nulla. E tu, già mentalmente esausta, verrai colta da ansie e paure che ti faranno desistere.

Ma è importante tenere bene a mente che:

  • Tu sei il genitore e sai qual è il meglio per tuo figlio, per la tua famiglia e per te. Eh sì, non viaggiamo solo per i nostri figli, viaggiamo anche per noi stessi. Siamo persone prima di essere genitori e se sentiamo la necessità di viaggiare, questa voglia va assecondata.
  • È stressante? Sì, può esserlo e devi essere preparato. Organizza itinerari e logistica in anticipo, non fare tabelle di marcia estenuanti e non sostenibili. Ricorda che il viaggio deve essere rigenerante anche per te.
  • È pericoloso se stai programmando un viaggio in un Paese in guerra sconsigliato dalla Farnesina (cosa che dubito tu stia facendo). Basta seguire le semplici accortezze per la sicurezza che utilizzi anche nella tua città e applicare le norme del buon senso. Sono sicura che eviteresti di far mangiare al piccolo pesce crudo in una bancarella in India e che tu abbia già pensato alla protezione solare se vai alle Maldive.
  • E poi c’è la classica frase che ogni genitore viaggiatore si sente ripetere: ‘Tanto non si ricorderà nulla’. Ma è davvero così? Già dalla nascita i neonati hanno forme di memoria “implicita”: riconoscono la voce della madre, odori, ritmi e abitudini. Verso i 6–12 mesi iniziano a ricordare persone, giochi e piccole routine per periodi più lunghi. Tra i 2 e i 4 anni compare una memoria autobiografica più stabile: il bambino può raccontare episodi vissuti. Probabilmente da “grandi” non ricorderanno di essere stati sul ponte di Brooklyn o della spiaggia in Croazia ma

1. i ricordi saranno per voi indelebili (e comunque esistono sempre foto e video)
2. anche se non memorizzano iniziano ad abituarsi al viaggio e a tutto ciò che gli gira intorno (presto impareranno a passare da soli ai controlli in aeroporto). Arianna ha vaghi ricordi dei viaggi passati che cerco sempre di portarle alla memoria con racconti e foto per stimolare la sua curiosità e la voglia di partire ancora.

Quindi il mio consiglio è: ascolta i consigli degli altri ma poi segui il tuo istinto!

Parti piano

Inizia da un weekend vicino a casa o scegli una meta facile. Ti servirà per prendere le misure e studiare le nuove abitudini della neofamiglia.

  • Capirai cosa è necessario mettere in valigia e cosa è superfluo.
  • Imparerai a gestire i pasti fuori casa: ti serve uno scaldapappa? Uno sterilizzatore portatile? Hai messo abbastanza snack nello zaino?
  • Avrai occasione di osservare come reagisce ai viaggi in auto o aereo, se soffre il mal d’auto, se piange in continuazione o se al contrario si diverte.
  • Prendi confidenza con i nuovi ritmi: rimane volentieri nello zaino/fascia durante l’escursione? Riesci a organizzare l’attività in base al suo ritmo sonno/veglia?

Non organizzare troppo

Lo so che non vedi l’ora di ricominciare a macinare km in qualche città europea e che ti mancano i musei o i trekking estremi ma … cerca di non organizzare troppo e di non creare aspettative. Se poi qualcosa non dovesse andare come hai pianificato potresti sentirti frustrato.

  • Lasciati meravigliare dalle piccole cose che prima non notavi perché dovevi fare troppe cose: la bellezza di stare seduti su una panchina osservando il fiume, fermarsi ad ascoltare la musica di strada, coccolare un gatto, prendersi molto tempo per gustare un gelato senza fretta… sono questi i ricordi indelebili che si fisseranno nella tua testa.
  • Sperimenta nuovi ritmi. Il resto dell’anno sei di corsa e hai sempre fretta. Non importi questo limite anche in vacanza. Prendi le cose con calma e adatta le varie attività a ritmi coerenti e idonei alla vostra nuova situazione. Tanto stai pur certo che se hai programmato qualcosa e sei in ritardo, il bambino avrà bisogno di un cambio pannolino proprio in quel momento!
  • Goditi il momento. Ti ricorderai di quello che hai vissuto, non di quello che non hai fatto in tempo a vedere.
  • Non correre! Sei pur sempre un neo genitore stanco. Prenditi del tempo per te. Se questo significa cambiare tipo o meta di viaggio, accetta questa nuova condizione con curiosità e positività.

Accetta il cambiamento

Viaggiare con un bambino non è come viaggiare in coppia. Non è né meglio né peggio, è diverso.

  • Non pretendere che sia tutto come prima perché TU non sei piu’ come prima. Probabilmente sei più stanco e hai nuove necessità. Assecondale.
  • Sii pronto agli imprevisti e non aver paura se qualcosa non va come avevi programmato.
  • Per tuo figlio è tutto nuovo. Cogli l’occasione per sperimentare nuovi modi di viaggiare e per trovare la giusta chiave di lettura affinché il bambino si appassioni al viaggio ( e non lo viva come fonte di stress o frustrazione).

Cosa mettere davvero in valigia

Cerca di organizzare la valigia con criterio avendo cura di non dimenticare il necessario (soprattutto per quanto riguarda il bagaglio a mano in caso di volo aereo): ti farà stare più tranquillo! Ma non temere: se dovesse mancarti qualcosa troverai ovunque un supermercato e una farmacia.

Non dimenticare di stipulare l’assicurazione medico sanitaria prima di partire!

All’inizio sembrerà complicato, stancante e a tratti caotico. Ma un giorno guarderai quelle foto scattate tra una nanna saltata e un pannolino cambiato al volo e penserai: ne valeva assolutamente la pena!

Hai voglia di raccontarmi come sono andati i primi viaggi con i bambini? Scrivimelo nei commenti!

E se hai ancora qualche dubbio su cosa mettere in valigia: